Estratti
cominciando con una bella “excusatio non petita”, chiariamo di cosa si tratta:
a chiunque abbia un minimo di cognizione, risulterà difficile identificare con “architettura” – quella comunemente intesa – questi “estratti”, che sono invece una breve e casuale sequenza di immagini;
riportano un lavoro continuo, svolto in anni in cui si sono alternate e sovrapposte esperienze di insegnamento e di progetto: abitazioni, uffici, spazi aperti, interni, allestimenti… e luce:
illuminazione di ogni tipo, con una parallela – un po’ ingenua e maniacale – attività di bricolage per fare la luce, intrisa e alimentata dalle bellezze e dalle intelligenze prodotte da grandi designer, progettisti, artisti e scenografi… una passione smodata, a cui forse dovrei dedicare l’intera professione;
ma rimango un architetto che aspira a realizzare qualsiasi progetto, se con la committenza s’intesse un rapporto franco e piacevole;
solo così il progetto è “facile”, il cantiere un luogo di opportunità, dove s’incontrano nuove idee e artigiani abili e disponibili: spesso il risultato non è da annoverare nei capolavori (…eufemismo), ma se i clienti, per una consulenza ben amministrata, sono soddisfatti, lo sono anche io.
Se è vero che una certa sobrietà e una ricerca volta alla semplicità è frutto di un lavoro intenso, una dissimulazione che vorrebbe aspirare alla “sprezzatura”, quei caratteri che si trovano nei progetti che si ammirano, qui – talvolta – favoriscono la sparizione della mano che disegna, e ne risulta solo un ordine accogliente…
… e quindi a concludere, per una raccolta di “valide” realizzazioni, che non inseguano le mode ma che dalle occasioni trovate si depositino felicemente dal quotidiano provare, con un qualche riferimento in più al “principio/principi del costruire”… c’è ancora tanto da lavorare.
febbraio ’25


























